Appunti in Viaggio

“Aggiungi due lettere a Paris ed è il Paradis”

Tra tutte le città che ho visitato finora, e tra quelle che avevo intenzione di visitare, Parigi è quella che mi spaventava di più. Vi domanderete il perché. Il motivo è che la vedevo come una città grande, con tante, troppe linee della metro, elegante ed imponente, un pò troppo forse per me. Nella mia testa Parigi era l’intoccabile, qualcosa di talmente bello che avevo quasi paura di rimanerne delusa, una volta toccata con mano. Il motivo che mi ha portata a prenotare questo viaggio, è stato esaudire il piccolo sogno di Giada: salire sulla Torre Eiffel! Anche Cristiano desiderava tornarci, non ricordando praticamente nulla del suo viaggio da liceale ed essendo in quell’occasione diversa la sua maniera di vivere le cose. Ed ecco qua che ci siamo ritrovati in questa tanto sognata città, non prima di aver letto decine di guide e di blog per vivercela al meglio con zero ansie. Vi porto in viaggio con me, cercando di farvi respirare l’aria parigina così come l’ho respirata io e svelandovi qualche trucchetto su come risparmiare anche in una città molto cara come questa, senza rinunciare a nulla. E come dice una citazione di Jules Renards “Aggiungi due lettere a Paris ed è il Paradis”… ed è davvero così!

Giada e la Torre Eiffel…finalmente!

 

Ed ora quale biglietto per i trasporti scelgo?

Il primo problema che ho dovuto affrontare è stato quello dei biglietti per i trasporti. Ce ne sono tantissimi e, finché non ti trovi sul posto, ci capisci ben poco. Io vi dico cosa abbiamo scelto noi e cosa a mio avviso conviene. Per prima cosa, noi siamo atterrati all’Aeroporto di Orly con un volo Easyjet da Roma Fiumicino. Per raggiungere il centro della città ci sono tre possibilità:

  • Orlyval, ossia un treno che parte dall’Aeroporto di Orly(potete prenderlo sia all’Aeroporto di Orly Sud che a quello di Orly Ovest) e che vi permette di raggiungere la stazione “Antony” dove la RER B conduce al centro. Questa è la maniera più veloce, ma anche più costosa, per raggiungere la città (dunque da noi scartata in quanto, come avrete capito, siamo sempre a caccia del modo migliore in qualità/prezzo per fare le cose). Il costo del biglietto per l’Orlyval + quello del biglietto per la RER B è di circa €12.10. Qui trovate il sito web dell’Orlyval.
  • Orlybus, la soluzione scelta da noi per il viaggio di andata, ma c’è un motivo ben preciso. Dopo aver valutato a lungo, dovendoci fermare dal martedì al lunedì a Parigi, abbiamo capito che la soluzione più conveniente per noi per i trasporti era il “PASS NAVIGO DECOUVERTE”. Che cos’è? E’ un abbonamento che permette di prendere appunto l’Orlybus da Orly a Parigi, tutte le linee della metro ed il tram fino alla zona 5. Tenete presente che un solo biglietto per la metro T+ costa €1.80. E non fate i fenomeni: “Ah ma tanto io sono allenato, io cammino a piedi”. A Parigi tutti camminano a piedi e macinano km, ma comunque la metro prima o poi durante il giorno la prendi, vuoi per stanchezza, vuoi perché all’improvviso ti viene voglia di spostarti all’altro capo della città. Ma quanto costa, dove la posso fare e come funziona la Navigo? La tessera si fa in aeroporto, ma ad Orly Sud. Se atterrate ad Orly Ovest, prendete l’Orlyval. Questa unica fermata interna all’aeroporto stesso è gratuita. A questo punto raggiungete il varco C e uscite dall’aeroporto. Proprio di fronte a voi vedrete la fermata del bus. Lì c’è un piccolo botteghino con un tizio che di simpatico ha ben poco dove potrete comprare il vostro bell’abbonamento. Il simpaticone vuole solo cash…carino eh? L’abbonamento ha un chip da passare ai vari tornelli e alle obliteratrici. Dovete portare con voi una fototessera di 25×30 mm da incollare sulla card. La tessera dura 10 anni e costa €5 + €22 per la settimana che vi occorre (c’è anche mensile). Può essere ricaricata alle macchinette in tutte le stazioni della metro di Parigi. Sulla tessera dovete segnare a penna nome e cognome. Ovviamente quando ne hai bisogno la penna non la trovi mai…l’hai ficcata in una delle 50 tasche della valigia. Ma per fortuna arriva il tizio di turno a cui fai tanta pena che addirittura te la regala e, vedendoti proprio disperata, ti regala anche la sua mappa della città…Poi dicono che i francesi sono snob e scorbutici! Attenzione! La Navigo si può fare solo entro il giovedì, dura fino alla domenica e conviene solo se si arriva a Parigi di lunedì o martedì. Capite perché sono andata al manicomio per comprendere come funzionano queste varie modalità di viaggio? Se la Navigo non potete farla o semplicemente non la ritenete utile, io vi consiglio il carnet da 10 biglietti in quanto conviene più del solo biglietto singolo T+ e costa €14.50 per gli adulti e €7,25 per i bambini. Considerate che la corsa sull’Orlybus, senza abbonamento, costa €8.30.
  • Tram T7, la soluzione da noi adottata per raggiungere l’Aeroporto di Orly dal centro di Parigi il lunedì, ovvero il giorno della nostra partenza. Ebbene questa soluzione, per chi è sprovvisto di qualsiasi abbonamento (il nostro era scaduto il giorno prima) è la più economica e comoda (nell’ Orlybus stavamo come le sardine mentre qui comodamente seduti). A Parigi prendete la metro linea 7 e scendete all’ultima fermata “Villejuif Louis Aragon” con un biglietto T+. Usciti dalla stazione, attraversate la strada e in breve tempo prenderete il tram T7 (obliterate un nuovo biglietto T+) che vi porta in aeroporto in mezz’ora. Costo totale €3.60, soluzione scelta da tutti i parigini come poi noterete. Il tram arriva ad Orly Sud quindi, a seconda di dove dovrete imbarcare, guardate bene se dovete prendere l’Orlyval per Orly Ovest.

Ora lo so cosa state pensando: “Oh mio Dio ma è difficile! Mi perdo sicuro! Qualcuno mi rapisce e mi deruba di tutto! Quanto impiegherò a capire come fare?”. Fidatevi sono le domande che assillavano anche il mio cervello, ma una volta sul posto piano piano vi sembrerà tutto molto semplice. Seguite passo passo quanto scritto qui e sicuramente non vi perderete. Cercate solo di organizzare prima del vostro viaggio quale soluzione adottare in modo da avere le idee già ben chiare. Poi se vi perdete tranquilli, ci sarà sempre qualche povero Cristo che impietosito vi aiuterà.

 

La Torre Eiffel: salire sul simbolo di Parigi

Quando arrivi a Parigi hai un solo pensiero fisso: “La prima cosa che voglio vedere è la Torre Eiffel!”. Questo viaggio è nato dal desiderio costante della piccola Giada di salire sulla Torre Eiffel, un desiderio che cresceva talmente tanto dentro lei che abbiamo deciso finalmente di regalarle questo sogno, avendo ormai quasi 8 anni e quindi essendo in un’età in cui non dimentica quello che vive. Per arrivare alla Torre, nel caso decidiate di prendere la metro, io vi consiglio la linea 6…è bello vederla attraverso i finestrini del treno, così grande e imponente. Io non dimenticherò mai le lacrime di mia figlia, un momento magico. Le sue parole: “Mamma è talmente bella che mi viene da piangere!”…e quando è una bambina a dirti certe cose ancor più ti fa un certo effetto.

La Torre Eiffel vista dalla Senna

Effettivamente anche a me non ha lasciato indifferente. Me l’aspettavo grande, ma non così grande! La scelta di visitare questo monumento per primo, è derivata anche dal fatto che avevamo solo mezza giornata a disposizione e quindi abbiamo preferito utilizzarla visitando la Torre, anche se le varie code da fare ci spaventavano tantissimo. Inoltre non avevo nessuna intenzione di salire sulla torre col tempo brutto, cosa vedi? Essendo la giornata favolosa meglio approfittarne. A Parigi, infatti, il tempo è talmente variabile che mentre ci sono sole e caldo, devi indossare la felpa per il vento e il freddo. Questo è il motivo per cui ho deciso, nonostante consigliato da molti, di non prenotare i biglietti online da qui https://www.toureiffel.paris/it. Il biglietto online va prenotato 3 mesi prima se acquistato online. Il problema è che se becchi la pioggia comunque hai pagato e devi salire con evidente arrabbiatura. Ho deciso di rischiare anche se ciò voleva dire fare la coda…ma non poteva andare meglio di così! Si fa una prima fila ai controlli, ma in 10 minuti siamo passati. La seconda fila è quella per i biglietti. Noi abbiamo deciso di fare il biglietto completo fino all’ultimo piano con ascensore. La fila è durata mezz’ora e dopo cinque minuti dall’acquisto biglietti eravamo in ascensore. Ora magari siamo stati fortunati oppure andando di pomeriggio c’è meno gente della mattina, fatto sta che tutto sto dramma io non l’ho vissuto. L’ultima fila si fa per salire all’ultimo piano col secondo ascensore…qui abbiamo aspettato un quarto d’ora, insomma tutto molto tranquillo direi! La vista da lassù è magnifica e ti rendi conto davvero dell’altezza vertiginosa.

Panorama dalla Torre Eiffel

Che poi fa proprio strano vedere da lì il paesaggio senza la Torre Eiffel, il simbolo di Parigi! Mi raccomando, vi consiglio scarpe comode e chiuse. Attualmente intorno alla Torre è tutto un cantiere e c’è terra e polvere ovunque, per fortuna noi siamo stati previdenti! La visita alla torre in totale ci ha portato via due ore e mezza, meglio di così la vedo dura. A questo punto ci siamo incamminati verso Trocadero, la vista migliore sulla Torre si ha da lì. In effetti è bellissima, te la trovi proprio di fronte in tutta la sua bellezza…e nel frattempo ecco il tramonto e i colori sono meravigliosi. Il tempo a guardarla passa veloce e nemmeno te ne accorgi. La nostra prima giornata è terminata con un panino al volo e una lunga dormita, la giornata è stata intensa.

Torre Eiffel verso sera

 

Il Louvre: percorso tra le opere di maggiore interesse per noi italiani

La nostra prima giornata piena a Parigi è iniziata prestissimo. Dopo un abbondante colazione fatta di pan au chocolat e croissant, ci siamo incamminati verso il Louvre. A questo proposito voglio consigliarvi una guida che per me è stata un vero e proprio guru su Parigi e che mi ha aiutata a scoprire tanti escamotage da utilizzare in questa città. Si chiama “Parigi low cost” di Elena Italiani ed a scriverla è una ragazza italiana trasferitasi a Parigi, all’inizio per pochi mesi e poi per sempre. Mi è piaciuta tanto perché lei sa cosa cerchiamo noi italiani e quindi consiglia un mucchio di cose utilissime. La trovate in libreria, ma io l’ho scaricata per pochi euro da Google Play così da poterla tenere nel cellulare per consultarla all’occorrenza. Tra i tanti consigli, eccone uno anche sul Louvre: per evitare le code chilometriche bisogna entrare dall’ingresso secondario, in Rue de Rivoli 99, Carrousel du Louvre. Quest’ingresso conduce al centro commerciale sottostante e, percorrendolo tutto, si arriva alla biglietteria, vicino alla piccola Piramide capovolta.

Piramide capovolta del Louvre

Io ve lo giuro non c’era NESSUNO! Mesi a leggere di code di ore e non trovare nessuno, ma sapete come mi sono sentita? Quando entrati al Museo ci siamo affacciati dalla finestra, abbiamo notato che all’ingresso principale, dove c’è la famosa Piramide tanto nota anche per “Il codice Da Vinci”, la fila era immensa. Io ve lo giuro non ci potevo credere…e in quel momento avrei voluto abbracciare la ragazza del libro…se solo me la fossi trovata davanti! Inoltre, sempre nella guida di cui vi ho parlato, viene descritto passo dopo passo il percorso per vedere tutte le opere principali del Louvre quindi “Amore e Psiche”, “La Gioconda”, “Le nozze di Cana” ecc. Come potete immaginare il Museo è immenso e va fatta una scelta. Noi abbiamo seguito il percorso di 3 ore suggerito nel libro e ci siamo trovati benissimo. Ovviamente davanti alla “Gioconda” c’era una folla indescrivibile, eppure per me il big del Louvre è “Amore e Psiche” di Canova. Io davvero non mi spiego perché è rilegato in un angolo quando sarebbe favoloso al centro di una sala così da potergli girare intorno. A volte allestiscono le opere nei musei senza un criterio logico.

“Amore e Psiche”

Alla “Nike di Samotracia” invece hanno dato un posto d’onore in cima ad una scalinata…ecco quello è un posto di tutto rispetto. La sezione egizia dove è conservata un’unica mummia ed il codice di Hammurabi, l’ho trovata invece abbastanza deludente. Quindi le sezioni che abbiamo visitato sono quelle delle maggiori opere classiche, neoclassiche italiane, i pittori italiani e la sezione egizia…e direi che può bastare, già così è abbastanza stancante. Qui trovate il sito del Louvre così da organizzare anche voi la vostra visita al meglio. Una volta usciti dal Museo ovviamente siamo andati a vedere la Piramide esterna, struttura che ha creato un bel pò di chiacchiere: da un lato c’era chi la criticava per la sua modernità e dall’altro chi cercava in lei un significato esoterico. Nonostante tutto la grande Piramide ha sempre riscosso un grande successo tra i turisti che, invece, l’hanno sempre saputa apprezzare…ed anche noi ci siamo fatti le nostre belle fotine.

La Piramide del Louvre

Dopo la Piramide, ci siamo recati ai giardini reali, piccoli ma belli, con i viali alberati tutti sagomati. E qui abbiamo mangiato il nostro pranzo a sacco, la cultura stanca!

I Giardini Reali

 

Notre-Dame e la Sainte Chapelle: i due luoghi di culto della Île de la Cité

L’anima di Parigi è la Senna, il lungo fiume che scorre nel suo mezzo dividendola in due parti: la Rive Gauche e la Rive Droite. La prima, la Riva Sinistra, è sempre stata la zona considerata intellettuale, la parte artistica e bohémien, la parte dei cafè letterari con il Quartiere Latino e Saint Germain des Près. La seconda, la Riva Destra, vede invece monumenti importanti come il Louvre o quartieri come il Marais, quartiere ebraico e di shopping per i parigini, ricco di scorci unici come quello di Place de Vosges. Come molte città attraversate dal fiume, anche Parigi però ha le sue isole, ne conta due: l’Île de la Cité e l’Île Saint Louis. Tra le due quella che ci interessa di più è la prima, in quanto ospita la Cattedrale di Notre-Dame e la Sainte Chapelle, due capolavori dell’architettura ecclesiastica. Inoltre qui sorge anche la Conciergerie, antica residenza del Re di Francia, e il Palazzo di Giustizia.

La Senna

Notre-Dame è la Cattedrale in stile gotico più importante di Paris. Io da bambina la guardavo sempre affascinata, galeotto fu il film di animazione della Disney “Il Gobbo di Notre Dame” e quindi le Gargouilles, unica compagnia di Quasimodo, mi facevano tanta simpatia. Ecco perché non potevo non salire sulle torri per vederle da vicino.

Notre Dame

La coda per le torri si fa lungo la parte laterale della Cattedrale. Ad una macchinetta si stampa il primo orario disponibile in cui si desidera salire per la visita. Si viene poi man mano chiamati (la fila è scorrevole) per fare i biglietti ed entrare, venti per volta. La scala a chiocciola composta da 400 gradini è faticosa, molto faticosa! Tra l’altro diventa complicato fermarsi altrimenti si rallentano tutti quelli dietro. Vi giuro mi sono sentita morire, sono arrivata su con la lingua a terra. Per fortuna la vista è spettacolare, mi sarei incazzata come pochi se non ne fosse valsa la pena. Si gira tutta la terrazza fino ad arrivare all’altra torre dove poi inizia la discesa.

Panorama dalla Cattedrale di Notre Dame

E’ possibile, attraverso una scala in legno, salire ancora più su ed andare a vedere una delle grandi campane, Emmanuel, dal suono puro si dice per le pietre preziose che le donne parigine aggiunsero al bronzo e al rame quando la campana fu fusa. Sulla terrazza ci sono le varie Gargouilles, davvero mostruose eppure a me così simpatiche. In tutto sono ben 54 e la leggenda vuole che tengano lontano gli spiriti maligni. In realtà hanno lo scopo di far defluire l’acqua piovana dalla loro bocca aperta.

Le Gargouilles

Per quanto riguarda la Cattedrale, al suo interno custodisce il Tesoro, tra cui si dice la corona di spine che Gesù portò sulla sua testa. E’ possibile visitare anche la Cripta sottostante ma noi questa l’abbiamo saltata, in quanto abbiamo letto che non ha nulla di molto rilevante. Prima di uscire alzate gli occhi in su e date uno sguardo ai tre bellissimi rosoni, un vero capolavoro.

La Île de la Cité custodisce anche un’altra chiesa molto bella, anzi a mio avviso piccola ma più stupefacente di Notre Dame. Sto parlando della Sainte Chapelle, una chiesa su due livelli poco visitata rispetto all’altra eppure meravigliosa. La meraviglia si ammira al piano superiore in cui, nelle 15 vetrate colorate, sono dipinte ben 113 scene bibliche. Le vetrate, quando riflettono la luce del sole, sono ancora più belle. Anche questa chiesa è in stile gotico ed è stata costruita in appena 6 anni.

La Sainte Chapelle

A questo punto noi non abbiamo visitato l’altro grosso edificio dell’isola, la Conciergerie, ma ci siamo limitati ad ammirarlo dall’esterno, dall’altro lato della Senna, attraversando uno dei 9 ponti che collegano l’isola alla terraferma. Purtroppo Parigi vanta un patrimonio artistico immenso e si è obbligati a fare una scelta tra i monumenti da visitare, con la speranza magari di tornarci e di visitare cose sempre nuove. Tra l’altro gli ingressi ai musei non costano nemmeno poco e vedere solo musei toglierebbe tanto al respirare l’aria parigina, al passeggiare con gli occhi pieni di amore e il cuore pieno di gioia.

Dopo tanto girare, ci siamo persi un pò tra i negozietti alla ricerca dei macaron per Giada (un tormento lei e questi macaron) e delle famose calamite da frigo che non mancano mai. Per quanto riguarda i macaron, la catena più famosa che li produce a Parigi è Ladurée, ma noi li abbiamo comprati da “De Neuville” , una cioccolateria deliziosa vicino Notre Dame. La signora gentilissima ci ha fatto un poco di sconto e ci ha offerto dei cioccolatini in assaggio. Ancora una volta abbiamo avuto la conferma della gentilezza dei francesi e della poca fondatezza di tanti luoghi comuni.

Macaron

Nonostante la stanchezza si facesse sentire, abbiamo deciso di fare il giro sul Bateaux Mouches, soprattutto perché la passeggiata sulla Senna è molto rilassante. Si sta comodamente seduti per un’oretta ammirando le bellezze della città, con una voce narrante che spiega ogni cosa. Il giro sul battello dà un’idea anche delle distanze e di dove sono posizionati i vari monumenti. Le compagnie di navigazione sono varie, ma noi abbiamo scelto quella più caratteristica di Parigi. Il Bateaux Mouches parte da Port de la Conférence e, in base alla stagione, varia la frequenza di ogni battello. Qui trovate il sito così da poter dare uno sguardo.

Bateaux Mouches

Ora divento tanto antipatica lo so, ma in questa occasione ho davvero detestato i giapponesi, anzi a Parigi in generale li ho detestati. Non è possibile che non si godano le bellezze della città e pensino solo a scattare selfie a raffica…ragazzi pure nelle chiese, ma un poco di rispetto no? Sul battello correvano da un lato all’altro con questi aggeggi in mano. Magari li ho beccati tutti io, la solita sfiga! Mi stanno pure simpatici ma presi a piccole dosi e comunque non quando viaggio e rompono le scatole! Vabbè dopo questa piccola e acida parentesi torniamo a noi eheh. Penserete che sono pazza, ma a questo punto, pronti e di nuovo carichi, abbiamo deciso di tornare in albergo passando per il quartiere Marais…e non è vicino eh! Questo quartiere è delizioso! E’ pieno di negozietti e posticini carini dove cenare, soprattutto locali ebraici dato che è un quartiere ebraico. La piazza più bella del Marais è Place des Vosges, a pianta quadrata circondata da bellissimi edifici porticati. Al centro della piazza ci sono i giardinetti dover potersi rilassare.

Place des Vosges

Una piccola curiosità: sotto uno dei porticati, al numero 6 della Place, vi è la casa di Victor Hugo, oggi adibita a museo. In questo quartiere potete mangiare, se siete appassionati di questo tipo di cucina, degli ottimi falafel. Insomma qui riponete le vostre guide, i vostri appunti e girate facendovi guidare dall’istinto…in fondo non c’è cosa più bella a Paris!

 

Sognando Montmartre, il quartiere degli artisti

Anche nella nostra visita a Montmartre, la guida di Parigi di Elena (ormai è amica mia ahah) ci è stata di grandissimo aiuto. Grazie ai suoi consigli si parte dal Moulin Rouge e si gira tutta la zona senza il pericolo di perdersi nulla. Comunque vi lascio anche il link al suo sito se volete dare una sbirciatina http://www.paris-pocket.com/it/chi-sono/. Lei oggi ha aperto un’azienda di servizi e aiuta le persone a risolvere i problemi all’arrivo in città. Vabbè tornando a noi, il nostro itinerario parte dalla fermata della metro “Blanche”. All’uscita della metro, non potete non notarlo, vi troverete davanti il Moulin Rouge.

Il Moulin Rouge

Devo dire che me lo aspettavo più scenografico, forse perché lo abbiamo visto di mattina. Una serata al Moulin Rouge, il più famoso cabaret di Parigi, costa almeno 100 euro. Noi ci siamo limitati ad ammirarlo ed immaginarlo dall’esterno….ci è bastato eheh. Imboccate la strada che sale a destra del Moulin Rouge, Rue Lepic (piccola curiosità su questa strada c’è la famosa caffetteria del film “Amelie”), ed in fondo alla strada girate a destra arrivando fino ai giardinetti, dove c’è anche la fermata della metro Abbesses. In questi piccoli ma romanticissimi giardinetti potete ammirare il Muro dei Je t’aime. Ragazzi i francesi sono troppo furbi, glielo devo riconoscere. Hanno preso un muro, lo hanno rivestito con 612 piastrelle blu con la scritta TI AMO in 311 lingue e ci hanno piazzato due belle panchine davanti. Ogni giorno centinaia di turisti arrivano quassù per ammirare un muro, però è un bel muro eh! In realtà questa è un’opera progettata da Frédéric Baron e devo dire la verità tutto ciò che evoca pace e amore è sempre una bella cosa.

Muro dei Je T’aime

Dopo essersi rilassati nei giardinetti e aver passato qualche minuto a tubare come i piccioni col nostro compagno, marito, fidanzato o quello che è, proseguiamo la visita del quartiere. Prendete Rue Yvonne le Tac e seguite la strada fino ad arrivare alla funicolare che porta alla Basilica del Sacro Cuore. Anche la funicolare si può prendere col Pass Navigo o con un semplice biglietto T+, altrimenti scale e fiato! Il panorama è davvero incantevole, si vede anche la Torre Eiffel piccola piccola.

Panorama dalla Basilica del Sacro Cuore

La Basilica è bellissima, tutta bianca, in cima ad una lunga scalinata. Qui decine di artisti di strada danno sfoggio della propria bravura. L’esterno, col panorama davanti, è più incantevole dell’interno. E’ possibile visitare anche la cupola ma noi abbiamo lasciato stare, tanto la stessa vista o comunque simile la si può vedere da giù. La Basilica è rivestita di una pietra calcarea che ha la caratteristica di non trattenere polvere e smog, così da restare sempre splendente.

La Basilica del Sacro Cuore

A questo punto, dopo che Giada ha acceso almeno 25 candele nella Basilica nonostante le dicessimo che si dovrebbe pagare 2 euro per accendere una sola candela, ci siamo diretti sulla destra della Basilica seguendo la strada coi negozietti di souvenir. Se dovete comprare cazzatelle per la nonna, mammina, lo zio lontano, l’amico che non ti ha mai cagato ma che ora vuole il ricordo compratele qui, a Montmartre i prezzi sono più bassi. Ci siamo diretti prima alla Place du Tertre, piazza piena di pittori e ritrattisti,il cuore di Montmartre, e poi alla “Maison Rose”, un locale delizioso e piccolissimo ma dall’aria tutta parigina.

Maison Rose

Trovandovi qui date uno sguardo alla vigna di Parigi, pare che i parigini ci tengano tantissimo, non devono essere abituati ad avere vigne in città. La visita di Montmartre termina con il “Moulin de la Galette”, uno dei mulini ancora oggi visibili ed attualmente ristorante.

Il Moulin de la Galette

Il nostro giro per Montmartre finisce qui e non resta che tornare alla metro con il cuore nello zucchero. E’ a Montmartre che si respira la vera aria parigina, soprattutto oggi che Parigi è una città multiculturale e piena zeppa di turisti. Mentre assaporiamo questo magico momento, “Mamma pipì”…e ti pareva! E niente ci siamo rifugiati allo Starbucks sperando in una toilette almeno decente, ma invece no! Ragazzi io ve lo devo dire, non mi lamento mai, mi adatto a tutto: moquette, stanze piccole, supermercati ben lontani dai nostri, metro sporca ma i bagni no! A Parigi ho avuto un serio problema coi bagni. Prima di tutto non posso accettare che uomini e donne vadano tutti assieme. A Versailles sono dovuta passare davanti a un tizio che faceva pipì pur di raggiungere la porta del mio bagno. Ma che ve lo dico a fare! E poi sono sporchi, terribili…ma anche nei locali. Uno spera che consumando due frappè e spendendo 10 euro può trovare il suo bagnetto pulito e invece no! Fregati! E quindi niente o ve la fate addosso o fingete di essere in una bella suite…noi abbiamo dovuto fingere!

 

La vista migliore di Parigi: dall’Arco di Trionfo

Ecco qual è la cosa bella dell’abbonamento ai trasporti: ti muovi da una parte all’altra della città, se ti viene la voglia, senza dover per forza fare un tour de force a piedi. Noi abbiamo deciso di visitare l’Arco di Trionfo ed abbiamo preso la metro. La metro di Parigi a me pareva un gran casino al primo impatto, ma invece è di una semplicità unica. Una volta individuata la linea da prendere, bisogna capire la direzione che dobbiamo seguire ed il gioco è fatto. In ogni metro comunque aiutano i pannelli con tutte le fermate. Un tabellone indica tra quanto passa sia la 1°che la 2° metro. In genere c’è una metro al minuto, la domenica massimo ogni 4 minuti…un lusso per noi romani abituati a ben altri ritmi. La metro c’è da dire che è tanto funzionale quanto orribile e sporca, a parte qualche stazione tipo quella del Louvre. I biglietti si fanno alle macchinette stesso nelle stazioni o alle biglietterie. Inutile dirvi che almeno fino a mezzanotte funziona regolarmente…proprio come qua! Insomma ora bando alle ciance e mentre parliamo siamo arrivati a destinazione.

L’Arco di Trionfo fu voluto da Napoleone Bonaparte per celebrare la vittoria nella battaglia di Austerlitz. Dopo aver acquistato i biglietti, ci siamo recati all’Arco, per poi salire le scale dopo i controlli. Qui ci ho pensato a lungo se valesse la pena salire oppure no, ma alla fine ho deciso di vedere il panorama. Devo dire che se non lo avessi fatto mi sarei pentita amaramente. La vista è a 360 gradi sui vari boulevards. Da qui i famosi Champs Elysee tutti alberati si vedono benissimo. La vista è stupenda anche perché ti permette di vedere benissimo la Tour Eiffel.

Il panorama dall’Arco di Trionfo

Inoltre ci sono delle lastre che spiegano che cosa si vede in lontananza ed è una cosa che ho apprezzato molto. All’interno del monumento c’è un piccolo museo ed un negozietto di souvenir. Merita una piccola attenzione la tomba in onore del Milite Ignoto alla base dell’Arco, per i caduti in guerra. Tra tutti i panorami che ho visto a Parigi, quello che ho preferito è questo. Molti mi dicevano non vale la pena salire in cima ed invece per me vale assolutamente la pena!

 

Dagli Champs Élysées al Jardin des Tuileries

Non puoi dire di essere stata a Parigi se non…ti sei fatta i 2 km degli Champs  Élysées a piedi! Il viale ha degli ampi marciapiedi su cui passeggiare ricchi di boutique e ristoranti da un lato e dall’altro. Una puntatina al Disney Store non poteva mancare, bellissimo negozio su due piani dove Giada ovviamente è impazzita di gioia. Gli Champs  Élysées arrivano fino a Place de La Concorde, dove un’enorme ruota panoramica fa la felicità dei bambini. La particolarità del viale più famoso di Parigi sono i filari di alberi che sono stati piantati e che sono disposti in maniera ordinata. Ogni anno il 14 luglio, sugli Champs  Élysées, si svolge la famosa parata in onore della presa della Bastiglia. Dopo aver mangiato una baguette su una panchina dove ci siamo letteralmente stravaccati per la stanchezza, abbiamo raggiunto Place de la Concorde. La Place è dominata da due splendide fontane e dall’obelisco egizio di Luxor, arrivato in Francia nel 1836.

Ruota panoramica e Obelisco di Luxor

Passati sotto l’enorme ruota panoramica, abbiamo raggiunto il Jardin des Tuileries. Questo parco io l’ho trovato incantevole e rilassantissimo. In pratica si trova proprio davanti al Louvre e non è molto grande, ma piacevole per passarci qualche ora, tanto è vero che ci siamo tornati più volte. E’ il giardino più antico di Parigi, pieno di fiori colorati, soprattutto tulipani. Non puoi venire qui e non riposarti sulle classiche sedie in ferro verde, vicino le fontane con le anatre, riprodotte in più forme ed anche in vendita in alcuni negozi.

Jardin des Tuileries

L’unico problema tanti, troppi piccioni che lasciano i propri ricordini ovunque. Il gioco preferito di Giada era diventato rincorrerli…scusate amo tutti gli animali ma vorrei davvero dare un senso al piccione! Tornando al Jardin, al suo interno oltre a fiori e sculture di artisti famosi come Rodin, ha sede il mio Museo preferito di Parigi: l’Orangerie. Perché lo amo? Visitatelo e poi mi capirete…ma ve ne parlerò più avanti, questa giornata l’abbiamo dedicata solo all’aria aperta.

 

I parchi, la meraviglia di Paris: Jardin d Louxembourg

Perché ho profondamente amato Parigi? Mille motivi ma uno li supera tutti: non c’è un angolo di strada che non abbia un parco con giochi per i bambini. Troverai sempre, mentre passeggi, un angolino di verde con una panchina all’ombra di un bel ciliegio. Quella panchina così romantica sulla quale desidererai ardentemente scattare una foto ricordo. Ecco Parigi è così: anche un cielo triste e nuvoloso non ti fa passare la serenità.

Parigi romantica

Dato che il giorno prima avevamo fatto un tour de force per Musei, questa giornata è stata dedicata quasi interamente al passeggiare all’aria aperta, con grandissima gioia di Giada che ama scorrazzare. Al Jardin du Louxembourg siamo arrivati passeggiando attraverso il quartiere Saint-Germain-des-Prés, ricco di caffè, un tempo luogo di incontro di artisti e poeti. Da visitare in questa zona la Chiesa di Saint-Germain-des-Prés, la più antica di Parigi. Proprio davanti la Chiesa potete curiosare tra le bancarelle che affollano il marciapiede. Proseguendo siamo arrivati al  famoso Jardin du Louxembourg, un bellissimo parco curato pieno di fiori colorati.

Fiori al Jardin du Luxembourg

In questo parco ricco di fontane e sculture, ha sede anche il Palazzo del Senato. Quello che mi ha colpito più di tutto in questo parco, e ne saranno felici soprattutto le mamme, è l’enorme area giochi presente al suo interno. I giochi (scivoli, percorsi per arrampicarsi, altalene e chi più ne ha più ne metta), sono racchiusi in un recinto in cui si entra solo pagando un piccolo ingresso. Il costo però è davvero esiguo, circa 2 euro (paga anche il genitore se accompagna). La cosa bella è che non c’è il pericolo che il bambino possa scappare da là dentro, quindi corre all’aria aperta da una parte all’altra ma non potrai mai perderlo…ed io pago volentieri per un servizio del genere!

Parco giochi nel Jardin du Luxembourg

Proprio vicino a questo parco, ce n’è uno più piccolo ma delizioso: il Jardin des Grands Explorateur, un luogo più intimo e meno turistico dell’altro che vi consiglio di vedere. Prati curati, statue, enormi tavoli di pietra per giocare a ping pong e giostrine per bambini con sabbiere. Inoltre qui si può ammirare la bellissima Fontana che rappresenta le quattro parti del mondo. Ed anche oggi il sole è calato, che poi a Parigi a fine aprile solo alle 21:00 inizia ad arrivare il buio. Nonostante la stanchezza ci siamo incamminati verso Montparnasse, precisamente a Rue Montparnasse, per mangiare la famosa “galette”, una crepe salata di grano saraceno davvero buonissima. In questa strada la galette, come la crepe, è buona ovunque, ma noi abbiamo scelto il ristorante più famoso ovvero “Le Petit Josselin“. Il locale è piccolissimo e bisogna arrivare presto se si vuole trovare un posto a sedere, ma ne vale davvero la pena. Ah e vi svelo anche un trucchetto per risparmiare. Quando siete al ristorante, fate come i francesi e chiedete acqua naturale in caraffa. L’acqua in bottiglia ve la fanno pagare tanto, quella in caraffa è gratis.

Galette di grano saraceno farcita

 

Versailles, alla corte di Maria Antonietta

Questa giornata l’abbiamo dedicato alla visita al Castello di Versailles ed abbiamo stravolto tutti i nostri programmi. A Parigi, infatti, nonostante arrivi con un bellissimo itinerario, lo cambi decine di volte. Questo a causa sia del tempo che perdi per i musei o in giro a rilassarti nel parchi, sia per il meteo (in base al vento, freddo, caldo e pioggia si decide il da farsi) oppure è dovuto agli stramaledetti scioperi. Noi siamo capitati a Parigi in un periodo abbastanza teso dovuto agli scioperi dei treni (almeno due a settimana). Lo sciopero non riguarda la metro ma la RER C, linea che si utilizza per raggiungere Versailles. Dunque abbiamo anticipato di un giorno la nostra visita al Castello. Arrivare a Versailles è molto semplice. Dalla stazione metro Invalides abbiamo preso la RER C ed anche qui, così come per Disneyland Paris, si può utilizzare l’abbonamento Navigo…vedete quanto è comodo? La fermata è l’ultima, non si può sbagliare. Il Castello di Versailles, e mi dispiace davvero troppo doverlo ammettere, a me ha deluso tantissimo, a causa della disorganizzazione totale verso i turisti che ho riscontrato…e da Versailles non me lo aspetto pensando soprattutto al costo del biglietto. Appena si arriva la coda è lunghissima ma attenzione! La coda davanti a voi è per chi ha già acquistato il biglietto, ma non si capisce subito. Il biglietto si fa nell’edificio alla vostra sinistra. Poi dopo ci si incolonna nella fila per i controlli muniti di ticket. Non ve l’ho mai consigliato ma qua  vi suggerisco di prendere il biglietto online, noi siamo entrati dopo un’ora. Si può fare il biglietto solo per il palazzo oppure per palazzo e giardino.

Palazzo e giardini di Versailles

Per visitare il Palazzo non ci vuole tanto tempo ma è di uno stress allucinante. Le sale sono bellissime, ricche di arredi, tappeti, lampadari e affreschi. Molto belle le camere da letto del Re e della Regina e la stanza degli specchi. Lo stress deriva dal fatto che la gente, soprattutto le persone con l’ audio-guida o i soliti turisti giapponesi con i loro maledetti selfie, si accalcano nei corridoi e non si cammina. Credetemi se vi dico che non ho mai visto un tale caos! Non vedevamo l’ora di uscire nei giardini, che poi sono anche la parte più bella. La mappa indica tutte le fontane che è possibile vedere. Per girare la prima parte dei giardini si impiegano almeno due ore.

Giardini di Versailles

A questo punto o prendete il trenino a pagamento (qua si paga tutto) oppure raggiungete a piedi gli altri giardini dove sono il Grand Trianon, il Petit Trianon e il villaggio di Maria Antonietta. L’intera visita dei giardini richiede mezza giornata ed è molto stancante. Noi siamo davvero morti, però ne vale la pena! Ah, e anche qui le toilette ovviamente sono terribili!

 

La Tour Eiffel quando “sbrilluccica”: magia per gli occhi e per il cuore 

La giornata a Versailles è stata abbastanza faticosa e di camminare non ci andava proprio. Abbiamo comprato una baguette in una boulangerie e abbiamo deciso, dopo una breve sosta in albergo, di recarci a Trocadero. Ancora non avevamo visto la Torre Eiffel illuminata e questa poteva essere l’occasione giusta. La Torre si illumina non appena inizia a fare buio quindi dipende dal periodo. In aprile si è illuminata alle 21 e dalle 22 ogni ora per 10 minuti ha iniziato a brillare. E’ uno spettacolo imperdibile , un momento unico! La vista da Trocadero è il top. Non buttate soldi nel grattacielo di Montparnasse, è solo uno specchietto per le allodole. Lo troverete pubblicizzato ovunque, soldi buttati! L’attesa comunque è stata premiata da uno spettacolo indescrivibile (solito giapponese a parte che ovviamente ha deciso di piazzarsi al mio fianco).

La Torre Eiffel di notte

Dopo lo spettacolo, complice un certo languorino, abbiamo finalmente assaggiato la crepe con la nutella. In giro per la città è pieno di creperie o di carretti che fanno crepes…sono buone ovunque. A mezzanotte, come Cenerentola, siamo tornati in albergo per ricaricarci per l’indomani. E quindi bon nuit, anche oggi Paris ci ha regalato fantastiche emozioni.

 

Viaggio nel mondo degli impressionisti e dei post impressionisti

Uno dei più bei musei di Parigi, anzi dei più affascinanti direi, è il Museo D’ Orsay, culla di quei pittori di cui tutti siamo innamorati e che abbiamo tanto ammirato e sognato di vedere sui libri di storia dell’arte a scuola.

Museo D’Orsay

Il museo accoglie su vari piani diverse collezioni, ma la più nota, e quella che attira maggiormente l’interesse di tutti, è quella degli Impressionisti. Intere sale sono dedicate alle pennellate di Monet, Manet, Cezanne, Degas, Renoir, Sisley.

"Il Bal au moulin de la Galette" di Renoir

“Il Bal au moulin de la Galette” di Renoir

I colori si fondono in un gioco di toni chiari e ombre che danno vita a paesaggi e scene di vita di ogni giorno. Si resta quasi incantati e senza parole davanti a quelle sfumature colorate. E’ questa la parte più viva del Museo, quella in cui tutti i visitatori si affollano, quella che ispira anche gli artisti moderni. Il Museo accoglie anche una piccola collezione di Vincent Van Gogh e di Gaugin.

“Autoritratto” di Van Gogh

L’edificio che ospita il Museo d’Orsay, però, non nasce come una struttura museale ma come una stazione ferroviaria. Essa nacque nel 1898 e fu completata in soli due anni, per fare in modo che fosse pronta in occasione dell’Esposizione Universale di Parigi del 1900, ma nel 1939 venne chiusa. La sua bellezza e la sua posizione, proprio di fronte al Museo del Louvre, ha fatto sì che si preservasse nel tempo e che fosse deciso di creare al suo interno un Museo. Ancora oggi è visibile al suo interno il grande orologio che padroneggiava nella vecchia stazione.

L’orologio nel Museo D’Orsay

Se però vi aspettate di trovare qui le famose “Ninfee” di Monet, beh devo deludervi. L’occasione per vederle è, però, la visita del vicino Museo dell’ Orangerie, proprio nel Giardino delle Tuileries. Se avete intenzione di visitare questo piccolissimo ma incantevole Museo, (e visitatelo perché è da restare a bocca aperta), vi conviene fare un biglietto cumulativo per visitare il Museo D’ Orsay e l’Orangerie. Io vi lascio la mia esperienza: per me l’Orangerie è il Museo più romantico di Parigi ed è anche quello che ha totalmente affascinato Giada. Nelle splendide sale circolari, ci sono immense pareti con le “Ninfee” di Monet…ci si sente parte del dipinto, totalmente avvolti dai colori.

“Le ninfee” di Monet

Ecco un altro luogo che non si può perdere assolutamente se si visita Parigi, secondo il mio punto di vista: un piccolo ma grande Museo! Inoltre anche la cornice in cui ha sede è molto bella…uno spunto in più per visitare i meravigliosi Giardini. Se avete tempo, un’escursione carina potrebbe essere quella a Giverny, dove si trova la casa di Monet che ha tanto ispirato i suoi dipinti più belli. Noi abbiamo preferito goderci la magica Paris.

 

Bois de Boulogne o Bois de Vincennes?

Il nostro sabato pomeriggio è stato abbastanza movimentato. Vedere tutti i parchi di Parigi in una settimana è impossibile, dunque bisogna fare una scelta obbligata. Le guide che compriamo in libreria spendono due parole che non ti danno bene l’idea di cosa conviene fare…ed ecco che noi abbiamo fatto la scelta sbagliata. Eravamo orientati verso il Bois de Boulogne che, sarà molto bello come dicono, ma in una zona abbastanza “movimentata” da belle signorine prosperose indaffarate coi propri lavoretti eheh. Dopo la prima, la seconda e la terza…ok prendiamo la metro ed andiamo al Bois de Vincennes, dal lato opposto. E chi se lo aspettava che nell’immenso parco costellato di sentieri,c’è un piccolo ed incantevole parco: il Parc Floral de Paris.

Parc Floral

Il Parco è una sorta di orto botanico per la varietà di fiori e piante che lo invadono…distese di tulipani colorano il paesaggio di mille colori.

Tulipani nel Parc Floral

E’ una vera meraviglia a 10 minuti di cammino dalla fermata della metro “Chateau de Vincennes”. L’ingresso è gratuito e si gira in un’oretta, anche se noi abbiamo passato tutto il pomeriggio a rilassarci tra distese di tulipani colorati.

La cosa più figa del parco è un enorme parco giochi pubblico con scivoli pazzeschi, sabbiere, percorsi per arrampicarsi, tavoli da ping pong…insomma un paradiso per le famiglie con bambini che qui se la spassano proprio! Inutile dirvi che per schiodare Giada da queste giostre spettacolari c’è voluta un’opera di convincimento non indifferente!

Area giochi nel Parc Floral

Sulle guide è riportato che Parc Floral de Paris è a pagamento(una cifra irrisoria comunque), ma in realtà noi non abbiamo pagato nulla, non so spiegarvi come mai. Un altro motivo per visitare questa zona, è il Castello di Vincennes, il più grande castello-fortezza reale esistente in Francia, ed anche una delle più alte fortezze d’Europa. Noi non ci siamo entrati, ma anche solo dall’esterno vale la pena vederlo. Questa bellissima giornata tra musei e giardini è terminata…l’indomani ci aspetta l’ultimo dei grandi musei da visitare e infine gli ultimi momenti a Parigi li dedicheremo alla visita della città seguendo il nostro istinto, facendoci guidare solo dalle sensazioni.

 

Il Centro Georges Pompidou, arte a 360 gradi

La nostra domenica mattina è un poco grigia. Il cielo è coperto , ma non possiamo lamentarci del tempo qui a Parigi che, per essere spesso piovoso, è stato davvero fantastico. Questa giornata abbiamo deciso di dedicarla all’ultimo museo presente nella nostra lista: il Centro nazionale d’arte e di cultura Georges Pompidou. Il Museo apre alle 11:00, quindi ci facciamo la nostra abbondante colazione con calma…i croissant di Parigi mi mancheranno tantissimo…un pò meno le bricioline della sfoglia che si infilano ovunque quando li mangi. Siamo arrivati giusto in tempo, 10 minuti prima dell’apertura e la coda sta diventando già chilometrica. Dovete sapere che nei Musei non si perde tempo per fare i biglietti, ma per i controlli della sicurezza. Anche nei centri commerciali bisogna aprire gli zaini e , dove richiesto, passare ai metal detector. Tutto questo lo so è pesante, ma ci ha fatti sentire anche molto sicuri. Il Pompidou già all’esterno è fantastico, una “genialata”  ideata da Gianfranco Franchini, Piano & Rogers, dove ogni colore ha un significato ben preciso.

Pompidou

Prende il suo nome dal presidente della Repubblica Georges Pompidou, che volle creare un museo di arte moderna con una bellissima Biblioteca pubblica al suo interno. L’edificio ha un design pazzesco fatto di vari colori: le tubature gialle sono utilizzate per l’elettricità, le rosse per gli ascensori e le scale mobili, le verdi per l’acqua e le blu per l’aria. Nella piazza poco distante, si può ammirare la bellissima Fontana Stravinsky, un gioco di 16 figure colorate in movimento che rappresentano le opere del compositore Igor Stravinsky.

Fontana Stravinsky

Le sculture colorate della fontana sono state ideate dalla stessa artista del Giardino dei Tarocchi di Capalbio, Niki de Saint Phalle. Vi invito a visitare il Giardino dei Tarocchi in quanto davvero stupefacente, andate a curiosare qui di cosa sto parlando. Tornando al Museo, noi abbiamo fatto il biglietto completo che comprende anche le mostre. Si può acquistare un biglietto solo per salire sulla scala mobile nella galleria esterna ed andare a vedere il panorama…ve lo sconsiglio, nulla di che. La mostra, a meno che non sei appassionato di arte, è abbastanza noiosa a mio avviso. La parte più bella invece è quella con le opere di Matisse, Chagall, Picasso e Kandinsky. Ci è piaciuta molto anche tutta la sezione con le varie installazioni, hanno stimolato un bel pò la nostra fantasia. Nel complesso il Museo è bello da vedere, anche se non si è appassionati del genere, in quanto dall’edificio alle opere in esso contenute, tutto è arte.

 

Scorci, chicche e curiosità nella città dell’amore: alla ricerca delle cose più simpatiche da vedere

Ormai tutto quello che avevamo intenzione di vedere lo abbiamo visto. Ci sono cose che lasci sempre per ultime con un bel punto interrogativo, quelle cose che speri di riuscire a vedere tra un museo e l’altro se ti trovi a passarci oppure, come nel mio caso, ti lasci per l’ultimo giorno. Una di queste è la famosa libreria “Shakespeare and Company”, luogo di incontro a partire dagli anni 20 di famosi artisti e scrittori come Hemingway. La libreria, che oggi ha cambiato anche collocazione, è gestita oggi da Sylvia, la nipote della fondatrice Sylvia Beach. Sorge nel quartiere latino, vicino la Senna, in Rue de la Bûcherie…ci giravo intorno e non riuscivo a capire dove fosse. Ha quel fascino della tipica libreria che con gli anni non cambia mai, come se quei poeti fossero ancora lì a discutere tra loro.

“Shakespeare and Company”

Un’altra cosa da vedere, anche se non amo per niente i centri commerciali, è la Galerie Lafayette. Il motivo per cui ho deciso di entrare in questo immenso regno multi-piano dello shopping, è la terrazza panoramica all’ultimo piano, terrazza completamente gratis, un’utopia a Parigi. Qui la vista è molto bella, proprio di fronte al Teatro dell’Opera che, volendo, potete visitare.

Galerie Lafayette

Ad una passeggiata a piedi da Lafayette, ci sono i famosi “passage couvert”, uno dei più famosi il “passage Vivienne”, una galleria coperta ricca di negozi, caffè e boutique, che collega due strade. I passaggi coperti, ce ne sono tanti a Parigi, vengono utilizzati dai parigini per spostarsi da una parte all’altra evitando di bagnarsi quando piove. Sono bellissimi da vedere, affrescati e con mosaici…Vivienne è tra i più belli.

Galerie Vivienne

Un altro posto molto romantico da vedere, è il Canal St Martin, un canale costeggiato da localini a poche centinaia di metri da Place de la Republique. Il battello (vi sconsiglio di prenderlo il giro dura 3 ore e vi annoiereste) attraversa vari ponti e di volta in volta si ferma. Per passare sotto al ponte, bisogna procedere ad un abbassamento del livello dell’acqua (un quarto d’ora per ogni ponte). Andate comunque a vedere come funziona questo sistema così particolare.

Infine fermatevi a vedere alcune stazioni della metro molto belle, io ve ne suggerisco alcune:

  • La stazione metro Arts et Métiers, linea 11, in omaggio al Museo delle arti e mestieri, ha una volta ricoperta di placche di rame e i muri sono costellati di oblò.
  • La stazione metro Concorde, linea 12, ha sui muri la Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo promulgata nel 1789, senza spazi né punteggiatura.
  • La stazione metro Palais Royal – Musée du Louvre, linee 1 e 7. Questa volta l’opera d’arte è all’esterno, proprio all’ingresso nella stazione. L’opera è il ” kiosque des Noctambules” , due cupole decorate con perle colorate in vetro di Murano.

    La stazione metro Palais Royal – Musée du Louvre

  • La stazione metro Louvre-Rivoli, linea 1, recente in quanto restaurata nel 2016, ricca di copie di alcune statue i cui originali sono conservati al Museo del Louvre.
  • La stazione metro Bastille, linea 1, con grandi dipinti che rappresentano i momenti più importanti della Rivoluzione Francese, fino alla presa della Bastiglia.

    Fermata della metro Bastille

Queste sono solo alcune delle cose carine che si possono fare a Parigi, ecco perché nemmeno un mese ci aiuterebbe a scoprire tutti gli angoli della città. Mi raccomando non perdetevi la visita dei vari ponti lungo la Senna. Io personalmente adoro Pont Neuf, Ponte Nuovo ma effettivamente il Ponte più antico di Parigi. Tra le cose che non sono riuscita a vedere, ma che mi sarebbe piaciuto fare, ci sono la visita alla Defense, la zona degli affari di Parigi, e il cimitero “La Pere Lachaise”, dove sono sepolti personaggi famosi come Jim Morrison…e quindi devo sicuramente tornare a Parigi!

 

Quanti arrondissement, dove alloggiare?

Parigi è composta da vari quartieri che si chiamano “arrondissement”, 20 in tutto. Anche qui panico! Tranquilli tutto normale…sono la prima che non ci ho capito nulla all’inizio e prima di prenotare un alloggio, ho studiato non poco la mappa della città. Partiamo dal presupposto che ovunque avete una metro vicina è un buon punto per alloggiare. Tutti i maggiori monumenti da visitare si trovano negli arrondissement tra il I e l’ VIII. I quartieri a mio avviso più comodi per alloggiare sono il X e l’XI. Perchè? Sono quelli in cui troverete un rapporto qualità/prezzo migliore, ricchi di locali e vita fino a tardi, ben serviti da varie linee della metro, pieni zeppi di supermercati e boulangerie.

Boulangerie

I prezzi più bassi in assoluto li troverete invece a Montmartre (XVIII arrondissement), ma a mio avviso essendo in collina resta scomodo. E’ anche esso servito dalla metro ma comunque io non lo consiglio come quartiere per alloggiare seppure incantevole. Un’altra buona soluzione potrebbe essere Montparnasse (XIV arrondissement), a sud dei giardini di Lussemburgo, zona ben servita e anch’essa abbastanza movimentata. Ovviamente poi più vi avvicinate al centro, più i prezzi per notte salgono. Noi abbiamo scelto di pernottare in un Ibis Hotel presso Place de la Republique. Si è rivelata una posizione strategica. Qui confluiscono ben 4 linee della metro e in circa mezz’ora a piedi a passo sostenuto si raggiunge il Louvre (per farvi capire che comunque la posizione è ottimale). La catena Ibis ha tantissimi alberghi sparsi per la città ed è quella col miglior rapporto qualità/prezzo. Ibis fornisce la colazione e non è un dettaglio da poco. A Parigi anche fare colazione costa tanto. La colazione era abbondante e variegata e ci permetteva anche di portarci via qualcosa per il pranzo, dato che l’intera giornata la passavamo in giro…e non dimentichiamo sempre i famosi croissant.

Croissant

Le camere degli Ibis, ma in generale a Parigi è così, sono piccolissime, ma a noi poco importava. Ognuno ha le proprie priorità durante un viaggio, ma a me basta che una struttura sia ben posizionata, sia pulita e abbia letti comodi e questa rispondeva in pieno a tutto. La moquette la odio e a Parigi si trova quasi ovunque…beh me la sono fatta piacere, pazienza! Per quanto riguarda i supermercati, come vi dicevo in questa zona se ne trovano a bizzeffe. I marchi più comuni che troverete a Parigi sono “Monoprix” e “Franprix”. I prezzi sono un poco più alti dei nostri supermercati qui in Italia ma nulla di eccessivo. Ovviamente in alcune zone si trova anche la catena Carrefour, dove facevamo scorta di baguette e ce le farcivamo noi. In fondo cosa credete che sia la baguette farcita che vi fanno pagare 5 euro? Ve la potete fare anche da soli pagandola meno!

 

Blog, libri, portali che aiutano tanto nella scoperta della città

Mai come per Parigi trovate materiale a quantità industriale per soddisfare tutte le vostre curiosità. Il problema è l’enorme confusione che si genera nel fare un itinerario, nel decidere cosa vale davvero la pena vedere, nel capire quali sono le notizie attendibili e quali no. Io ho trovato alcuni blog davvero interessanti così come qualche libro e mi sembra doveroso citarli ed anche ringraziarli:

  • “Viva Parigi”, un portale web davvero ben fatto e ricco soprattutto di curiosità https://www.vivaparigi.com/
  • “Parigi.it” mi è stato utile soprattutto per avere un’idea chiara dei vari tipi di titoli di viaggio per i trasporti e per i monumenti da visitare http://www.parigi.it/
  • Il blog di “Impastastorie”, la simpaticissima Micaela la trovate anche su Istangram. Vive a Parigi da qualche anno con la sua famiglia e ama raccontare di sé, della sua vita e portarvi con lei in giro per Parigi. Le sue favolose foto fanno venire voglia di prendere il primo aereo per la città dell’amore https://www.impastastorie.com/
  • Il libro di Serena Dandini “Avremo sempre Parigi”, molto carino soprattutto perché troverete curiosità e notizie che sicuramente non ci sono scritte nelle comuni guide.
  • “Parigi low cost, guida anticrisi alla città più romantica del mondo” di Elena Italiani, come vi ho già detto è una ragazza italiana trasferitasi a Parigi che ha scritto una guida con tanti consigli utili, compresi escamotage per risparmiare qualche soldino, che non fa mai male.

Spero di aver fatto nascere in voi il desiderio di visitare Parigi, la città che per me era così intoccabile e che oggi vedo così vicino a me. Ho amato tutto di questa città: il romanticismo, l’arte, i parigini, le boulangerie, gli scorci, i profumi. Vi auguro di vivere Parigi così come l’ho vissuta io…con gli occhi stupiti di un bambino.

 

 

 

 

 

2 pensieri su ““Aggiungi due lettere a Paris ed è il Paradis”

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